I GRANDI VINI
  Venerdì 10 Settembre 2010
 
 
Il Libro

 
La cucina e la cantina mia
Negli anni della Dolce Vita, il nome di Giggi Fazi era sinonimo di convivialità e buona cucina alla romana. La sua celebre Hostaria era luogo di incontri e ristoro dello spirito, tappa obbligata per chiunque volesse assaporare il vero soffio vitale della città eterna. Merito della miscela perfetta tra una cucina tradizionale che non tradisce mai e la personalità unica dell’Oste, capace di mettere sempre a proprio agio i suoi ospiti dosando con maestria intervento personale e discreta misura.

Il libro delle sue ricette è sorprendente e assolutamente anticonvenzionale. Scritto interamente in romanesco, si presenta piuttosto come una pièce teatrale o una divertente (e irriverente come solo i romani sanno fare) storia narrata, ricca di sana arguzia popolare e che conserva nello stile tutto il colore dell’oralità. Sin dalle prime pagine, Giggi lo presenta come una “passeggiata fra la Cucina e la Cantina mia”, un modo di far conoscere agli altri quello che l’esperienza e il gusto personale gli ha suggerito negli anni, trasformandosi lentamente in personalissima convinzione. D’altronde ogni palato è differente e il gusto non può essere materia di disquisizione.

La riedizione del suo libro di ricette, esattamente così com’era, con l’unica aggiunta nel glossario di qualche termine dialettale ormai dimenticato dalle nuove generazioni, è un invito a riscoprire la genuinità della cucina di una volta, fatta non solo di regole e ricette precise ma prima di tutto del piacere di condividere un momento di gioia intorno alla tavola





 

 

 
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