Il Libro
La cucina e la cantina mia
Negli anni della Dolce Vita, il nome di
Giggi Fazi era sinonimo di convivialità e
buona cucina alla romana. La sua celebre
Hostaria era luogo di incontri e ristoro dello
spirito, tappa obbligata per chiunque volesse
assaporare il vero soffio vitale della
città eterna. Merito della miscela perfetta
tra una cucina tradizionale che non tradisce
mai e la personalità unica dell’Oste,
capace di mettere sempre a proprio agio i
suoi ospiti dosando con maestria intervento
personale e discreta misura.
Il libro delle sue ricette è sorprendente
e assolutamente
anticonvenzionale.
Scritto interamente in
romanesco, si presenta
piuttosto come una pièce
teatrale o una divertente
(e irriverente come solo i
romani sanno fare) storia
narrata, ricca di sana arguzia
popolare e che conserva
nello stile tutto il colore
dell’oralità. Sin dalle prime
pagine, Giggi lo presenta come una “passeggiata
fra la Cucina e la Cantina mia”,
un modo di far conoscere agli altri quello
che l’esperienza e il gusto personale gli
ha suggerito negli anni, trasformandosi
lentamente in personalissima convinzione.
D’altronde ogni palato è differente e il
gusto non può essere materia di disquisizione.
La riedizione del suo libro di ricette, esattamente
così com’era, con l’unica aggiunta
nel glossario di qualche termine
dialettale ormai dimenticato dalle nuove
generazioni, è un invito a riscoprire la genuinità
della cucina di una volta, fatta non
solo di regole e ricette precise ma prima di
tutto del piacere di condividere un momento
di gioia intorno alla tavola
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