martedì , 26 settembre 2017
Home > Opinioni > Interviste > Luigi Pomata e la ristorazione sarda

Luigi Pomata e la ristorazione sarda

Profumata, colorata, dalle mille sfaccettature: scopriamo la cucina sarda firmata Luigi Pomata

Quali sono le peculiarità della cucina di Luigi Pomata?
“Vengo considerato lo Chef del Tonno Rosso, in parte è vero, questa è la tradizione della mia terra ma, resto pur sempre un curioso che ama sperimentare e ritengo indispensabile valorizzare la materia prima e reinterpretare piatti della tradizione per portarli in modo sempre attuale sulle tavole dei nostri giorni. Se vivi in un’isola ricca come la nostra sei quasi obbligato ad approvvigionarti esclusivamente da produttori locali, ma se vuoi un buon baccalà deve arrivare dal nord Europa, se vuoi consumare delle ottime ostriche arriveranno dal mare freddo della Bretagna.
La legge è preservare le tipicità, quindi dall’Olanda mi arrivano i tulipani…..non di certo i pomodori coltivati in serra”.

Cosa ci può dire della ristorazione sarda? Ci sono delle nuove tendenze? Quali sono i capisaldi?
“Questo è un periodo in cui vedo bene la nostra ristorazione, sono positivo ci sono tanti colleghi che valgono, da qualche anno abbiamo costituito un associazione di cuochi sardi Cuochi per l’Isola impegnati a portare avanti la nostra passione. Posso garantire anche sulla fucina di nuove leve che terranno alta la nostra tradizione culinaria. La nuova tendenza è di sicuro una forte riscoperta e valorizzazione del territorio e delle tipicità che in tanti finalmente hanno ricominciato ad amare. I nostri capisaldi sono sempre le materie prime di primissima qualità, dal pesce alle carni. senza scordare le verdure che sulla nostra isola hanno sapori indimenticabili.
Una cucina di tradizione che strizza l’occhio all’innovazione”.

Cosa non può mai mancare nella sua cucina?
“Sicuramente il Tonno Rosso di Carloforte”.

Un abbinamento che racconta alla perfezione la sua terra? 
“Tartar di tonno rosso e capperi disidratati su spuma di mozzarella di bufala, con un buon Nuragus”.

Parliamo di vino, ovviamente sardo. C’è un vino della sua regione che le sta particolarmente a cuore? E uno che invece, a suo avviso, non ha ancora raggiunto il successo che meriterebbe?
“Direi il Vermentino di Sardegna. Mentre alla seconda domanda rispondo con il Nuragus”.

Come vede il suo futuro come chef? Ha qualche progetto in particolare a cui sta lavorando?
“La mia ultima scommessa si chiama “NEXT Food and Lounge” aperto 7 mesi fa, avevo voglia di qualcosa di nuovo, in realtà volevo fortemente preparare la pizza che da sempre nel nostro Bistrot di Carloforte prepariamo con lunga lievitazione. Ho cercato di aprire le porte dei miei locali a tutti nel vero senso della parola, mi mancava il Next per un pubblico curioso e più giovane. Qua preparo una selezione di pizze a lunga lievitazione con condimenti rubati ai piatti del mio ristorante. Poi abbiamo il “Pomata Bistrot” con piatti classici e prezzi molto contenuti e il ristorante “Luigi Pomata” che vuole essere frequentato a cena da un pubblico attento ma ama riempirsi di chi per pranzo vuole mangiare qualcosa di sano senza spendere troppo.
Credo che in generale quando fai un lavoro con passione non ci sia mai un punto d’arrivo,
ogni cosa è un divenire, cambiare, sperimentare, migliorare, sbagliare, ammettere l’errore e riprovare cercando di non perdere mai la curiosità che è l’ingrediente che ti spinge a proseguire”.

About Claudia Cataldo

Appassionata di marketing e vino, è cresciuta con la penna in mano, poi è arrivato anche il bicchiere. Ha studiato comunicazione, marketing dell'agroalimentare e infine un master in marketing del vino. Per lei il vino è sentori e aroma, ma anche etichetta, immagine, identità. E sa bene che l'imperativo per il buon giornalista, anche di vino, deve essere “stay tuned”.

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Required fields are marked *

*

si