martedì , 26 settembre 2017
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Le previsioni vendemmiali 2017 dell’Osservatorio del Vino

Una vendemmia difficile e scarsa, che comunque preserva la qualità e conferma l’Italia leader nella produzione

Le previsioni vendemmiali 2017, elaborate per l’Osservatorio del Vino da Unione Italiana Vini e Ismea , sono state presentate in una conferenza stampa che si è svolta presso il Mipaaf. Con una produzione complessiva prevista attorno ai 40 milioni di ettolitri, l’Italia si conferma – malgrado il netto calo – leader nella produzione mondiale, davanti a Spagna e Francia. Gli altri elementi emersi ci raccontano di una qualità preservata, ma anche della cautela dei produttori: troppo presto per tracciare un bilancio in termini di qualità e valore. Di certo, si registrano perdite minori e qualità migliore nei vigneti curati professionalmente.

Secondo Ernesto Abbona, presidente di Unione Italiana Vini, “I dati rilevati ci parlano di una forte variabilità quali-quantitativa non solo tra zona e zona, ma all’interno dello stesso territorio tra micro aree differenti e, addirittura, tra vigneto e vigneto. La qualità, nella maggior parte delle zone analizzate, si mantiene su standard ottimali, anche se è troppo presto per definire con certezza come evolverà al termine della vendemmia e nei prossimi mesi. Nonostante un calo produttivo stimato del 26%, invece, secondo le previsioni rimaniamo sopra i 40 mln di ettolitri, confermando il primato produttivo mondiale del nostro Paese davanti a Spagna (38,4 mln) e Francia (37,2 mln)”.

Raffaele Borriello, direttore generale ISMEA, a sua volta afferma: “I dati sulle previsioni di produzione del vino per il 2017 evidenziano un calo a livelli raramente registrati in passato e un impatto sulla qualità del prodotto variabile a seconda delle zone, per effetto delle avversità climatiche che hanno colpito il nostro Paese. I numeri, però, vanno sempre inquadrati in un contesto più generale. Il vino italiano da molti anni registra una performance positiva, soprattutto in termini di riconoscibilità e affermazione sui mercati esteri: l’export italiano ha raggiunto valori storici e anche quest’anno i dati indicano una crescita tendenziale maggiore del 6% in volume e in valore, prefigurando la possibilità di raggiungere la soglia dei sei miliardi di euro entro fine anno. Il rafforzamento del sistema produttivo e imprenditoriale degli ultimi anni consentirà al comparto del vino italiano di reagire a quest’annata meno favorevole. È necessario, tuttavia, non trascurare la portata degli effetti dei cambiamenti climatici sui redditi degli agricoltori, proponendo anche per il settore del vino sperimentazioni e strumenti innovativi per la gestione dei rischi a tutela del ricavo aziendale”.

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