venerdì , 20 ottobre 2017
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Dolci ‘furti’ francesi: macaron e calissons d’aix

Le ricette originali sono made in Italy, ma il marketing made in France gli ha fatto cambiare bandiera.

‘Essere gelosi della propria ricetta non ha senso. Comunque non potrò mai trasmetterti il mio amore nel realizzarla’ . A parlare è Fabio Ravone, maestro pasticcere brindisino, mentre prepara con il sorriso di chi ama il proprio lavoro un macaron rosa alla crema chantilly e lamponi. E come mai un maestro pasticcere italiano mette tanto impegno nella preparazione di un dolce francese? ‘Il macaron lo hanno creato gli italiani, non i francesi, ma loro sono stati più bravi di noi a promuoverlo. Oggi, infatti, se cerchi un macaron d’elitè pensi a Pierre Hermé, invece va fatta risalire a Caterina de’ Medici la creazione di questo dolce. Il cibo per noi italiani è cultura – prosegue Ravone – ma la gelosia nei confronti dei nostri segreti culinari ha lasciato campo libero ai francesi. Ha senso essere gelosi solo se il concorrente è il negozio accanto al tuo, perché la verità è che basta poco, anche solo un giro in più nella preparazione di una crema ganache per diversificare un prodotto: un elemento banale come l’aria cambia sapori e consistenze. Iginio Massari, gotha della pasticceria italiana, dice che c’è sempre da imparare, e se lo dice lui…’. Il racconto è proseguito mentre il macaron made in Brindisi prende vita e, a discapito del colore rosa confetto, il sapiente abbinamento di ogni ingrediente, crea qualcosa di bello da vedere, equilibrato al palato, piacevole e fresco. Ma il macaron (dall’italiano maccarone ovvero ammaccare, pestare) non è l’unico ‘furto d’identità’ zuccherino. Un amico francese, Bruno Colucci, ammette con candore che anche i famosi calissons d’Aix non sono francesi, bensì toscani. Anche qui una campagna di marketing degna di nota gli ha scippato la madre patria. E allora come riappropriarsi dei propri ‘brevetti’? ‘Impossibile, si può solo imparare a valorizzare la ricchezza di ingredienti della nostra penisola, divulgare il talento e scatenare la propria arte pasticcera’ spiega Ravone. E dato che l’estro italiano è sempre all’opera, potete provare qualcosa di nuovo, la cui patria potestà al momento è chiara e legittima. Come i konosfoglia di Antonio Ferrieri: un cono gelato realizzato con l’impasto e la forma tipica della sfogliatella napoletana. Non ci resta che assaggiare più prodotti d’eccellenza della pasticceria italiana possibile, per approfondirne la conoscenza e recensirne le origini. Un lavoro sacrificante e impegnativo, ma per proteggere il nostro made in Italy questo ed altro.

About Barbara Amoroso

Nata da una famiglia di appassionati piccoli produttori di Chianti, il profumo del vino mescolato a quello dei vecchi muri delle cantine, risveglia i suoi ricordi d'infanzia. Dopo la carriera sportiva e la laurea in Media e Giornalismo, approda alla carta stampata attraverso la rassegna stampa, per diventare poi redattore. Versatile e cuoriosa per lei il vino è il sale della vita.

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