venerdì , 20 ottobre 2017
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In crescita l’enoturismo nelle Città del Vino

Con ampi margini di miglioramento sul 2016, l’enoturismo in Italia costituisce una risorsa di indubbio valore

Malgrado la presenza di alcuni disguidi a minarne lo stato di salute, l’enoturismo si conferma per l’Italia una risorsa economica e culturale con significativi margini di crescita. Inadeguatezza delle infrastrutture, basso utilizzo dei moderni sistemi di comunicazione (il 76% delle Strade non ha una App per smartphone e il 4% neanche un sito internet) e assenza per quasi la metà dei Comuni di un ufficio dedicato non vanno, infatti, ad intaccare le previsioni degli operatori, che per il 2017 parlano di un netto miglioramento rispetto al 2016. Per più dell’80% del campione del XIII rapporto nazionale su Turismo del Vino – curato per conto di Città del Vino dall’Università di Salerno con il coordinamento scientifico di Giuseppe Festa, direttore del corso in Wine Business – il flusso degli arrivi in cantina e il fatturato dell’enoturismo sono aumentati o almeno rimasti stabili rispetto all’anno precedente. Risultati importanti, che hanno visto aumentare gli arrivi in cantina e il valore dell’enoturismo per il 40,22% dei Comuni e per il 60,87% delle Strade Vino. Nel 2016, stando alle stime del Rapporto, ammontavano a 14 milioni gli arrivi enoturistici alle strutture dei territori per un valore di 2,5 miliardi di euro.

A questi dati si aggiungono le valutazione dei Comuni circa i servizi offerti dagli operatori del settore enoturistico (cantine, ristoratori, albergatori, etc.), giudicato sufficiente/discreto (6,76 in media), con più del 30% che si spinge a riconoscere un voto pari a 8; il 44% delle Strade ha direttamente organizzato nel 2016 più di 3 eventi e le stesse Strade del Vino sono percepite dagli operatori enoturistici come un organismo importante sul territorio nell’84% dei casi.

La ricerca del XIII Osservatorio, presentata in Umbria al Simposio Europeo sull’Enoturismo durante la Convention di Città del Vino, è stata condotta attraverso due distinti questionari online su un campione di 25 Strade del Vino italiane e 116 Città del Vino su un totale di 420 (27,62%). “Alla luce di questi risultati, appare sempre più indispensabile istituire una cabina di regia a livello nazionale e almeno regionale per monitorare costantemente il fenomeno e stimolarne la crescita con adeguate politiche enoturistiche”, conclude il presidente di Città del Vino, Floriano Zambon.

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