sabato , 18 novembre 2017
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Cibo e cocktail spaziali: nuove frontiere del gusto?

 

Pasti e bevute sottovuoto. La moda dello spazio affascina i terrestri.

50-25-25, 20-80. Se parliamo di astronauti, spazio e cose da Shuttle, cominciare con cifre criptate è di rigore, giusto per entrare nell’atmosfera… spaziale. Eppure questi numeri sono più terra-terra (il gioco di parole concedetecelo) di quanto possano sembrare: sono infatti le percentuali che l’Università di Harward ha stabilito per un pasto completo equilibrato (50% frutta e verdura, 25% proteine e 25% carboidrati) e le percentuali che gli astronauti in orbita devono seguire nella selezione dei loro pasti (20% pasti selezionati da loro stessi – detti bonus food, ovvero cibo che rappresenti un comfort; 80% selezionati dalle agenzie spaziali in vista del mantenimento del loro stato stato di salute – piatti standard). In orbita il binomio alimentazione-salute è infatti ancora più urgente.

Del bonus food se ne occupa un’azienda italiana (Argotec) e lo chef non poteva che essere altrettanto italiano (Paolo Nespoli). I criteri con cui vengono selezionati gli ingredienti di questi sono stagionalità, biologico e possibilità di apportare nutrienti e benessere al corpo. I menù proposti? Quinoa con sgombro e verdure, risotto alla milanese, brasato di manzo e vitello al barolo, tiramisù, lasagne, riso integrale con verdure e pollo. Conservati sottovuoto in modo da mantenere il più possibile colori, sapori, consistenza e ricordare ‘casa’ a chi è davvero molto lontano. Ma il fascino dello spazio non ha toccato solo la parte gastronomica (anche i ‘terrestri’ si possono nutrire con cibi spaziali grazie al progetto Ready to Lunch): Viaggiando sull’Apollo è un cocktail servito sottovuoto, da bere tramite cannuccia, proprio come se venisse consumato in assenza di gravità:

-2cl Rum scuro
-2cl Liquore d’amaretto
-2cl Bourbon
-2cl Cognac
-3 dash bitter
-Scorze arancia
-Ribes rosso essiccato
-Cioccolata
-Scorze limone

La prossima volta che vi inviteranno a una cena spaziale, potrebbe non essere un modo eccentrico di definire il menù, bensì il preludio di una serata a base di sottovuoto, liofilizzati e stelle.

About Barbara Amoroso

Nata da una famiglia di appassionati piccoli produttori di Chianti, il profumo del vino mescolato a quello dei vecchi muri delle cantine, risveglia i suoi ricordi d'infanzia. Dopo la carriera sportiva e la laurea in Media e Giornalismo, approda alla carta stampata attraverso la rassegna stampa, per diventare poi redattore. Versatile e cuoriosa per lei il vino è il sale della vita.

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